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lunedì, 02 ottobre 2006

Bologna
2.ott.2006

(Rifrazioni)

Dee i cui nomi sono
evasioni invertite
ossa trapunte in sfarzi barocchi
l’unica cosa in cui creda.

Chi mi attende
oltre l’avere o la vita?
Anche se con sobri riverberi
la nutro, inestinto
è il debito.

Cosa è ancora
sia che sia ebbro
o che libero fugga
il pallore per notti corali:

lacero piano l’imene
alla giovane alba del nuovo anno
col rostro immacolato
proprio della mia specie.
postato da: Casentero alle ore 12:30 | link | commenti (7)
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Commenti
#1   03 Ottobre 2006 - 10:53
 
Ciao, caro amico. Scopro adesso il tuo blog. Mi piace. Tornerò. Vado a linkarti
A presto,
Gianfry
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente nestore22

#2   06 Ottobre 2006 - 00:04
 
e l'esame? ffffatto? :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente alivento

#3   06 Ottobre 2006 - 10:08
 
degli occhi che disperano
d'esser riguardati

di quel bussare secco e deciso
nelle ore in fondo alla notte

di quel tuo svanire, in un sussulto,
lasciandomi il ricordo del tuo odore

come marchio, sulla pelle stanca,
che gronda d'un femmineo liquore.

diffido del liquido cedevole e languido,
del mondo d'alga da cui provenni.

e tu, irrequieto colone dei miei vuoti,
ancora ti infiltri fra le crepe del mio sonno.

d.



utente anonimo

#4   06 Ottobre 2006 - 11:00
 
Ciao cara Ali,
pseudoesame fatto ieri. Tutto come previsto. Lunedì ho l'ultimo esame della mia carriera accademica. Poi finalmente ho chiuso con questa scuola.
Ora sono in pausa meditativa, ma torno presto. ;)

Ciao d. (manca ancora questo nome) bentornata e grazie ancora per questa tua ultima, bella poesia. Ci comincio a lavorare oggi stesso.

ps
Questa suddivisione in distici mi ricorda la Else Lasker-Schuler. Hai mai letto qualcosa?

Un abbraccio a tutti.
Marco
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#5   06 Ottobre 2006 - 16:02
 
no, aimè, mai letta. devo ammettere che sono pochi i versi nei cui labirinti passeggio serena ultimamente...
a questo proposito:
...per fame e disagio
se piangi o ridi
ricadi e poi nulla, prosegui
più nulla ricordi.

mi piace moltissimo, ha un ritmo quasi di nenia.
ancora, s'il vous plait.

d.
utente anonimo

#6   07 Ottobre 2006 - 02:54
 
...Bé, cara d. la tua di chiusa "e tu, irrequieto colone dei miei vuoti,/
ancora ti infiltri fra le crepe del mio sonno." brilla di buio proprio... ;)
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#7   07 Ottobre 2006 - 03:01
 
purtroppo della Lasker-Schuler in Italiano abbiamo poco e secondo me pure schifosamente tradotto... sto cercando di lavorarci da un po' su alcuni suoi testi... se approdo a qualcosa di buono ci faccio un post appost. :D
'notte
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