Bologna
2.ott.2006
(Rifrazioni)
Dee i cui nomi sono
evasioni invertite
ossa trapunte in sfarzi barocchi
l’unica cosa in cui creda.
Chi mi attende
oltre l’avere o la vita?
Anche se con sobri riverberi
la nutro, inestinto
è il debito.
Cosa è ancora
sia che sia ebbro
o che libero fugga
il pallore per notti corali:
lacero piano l’imene
alla giovane alba del nuovo anno
col rostro immacolato
proprio della mia specie.