Bologna
30.06.2006
Tu per il tuo moto come per un limbo lineare
te ne vai tra le calanti lune di giugno, solitaria
tra gli armenti e non addii, più senso alcuno
al tributo imperituro dai, a questi doni
hai violato il vanto e il gelo
nel fosco aroma della vergogna
al corpo che più non si concede
il sacro velo, il decomporsi
dell’inverno l’ultimo sonno è già trascorso
ricorrenza tra le fronde, i folti ulivi, il vento
stanco, il cielo nell’orbita affranta delle torri
cedono i metri e le misure
in questa notte come ultima delle vocali
fonazione-fornace, pensiero azimo, sangue
di cui s’inebria il mio canto.
Il più piccolo dei cimeli sei
il respiro viola che trattengo a denti stretti
fiordalisi mai rinati del tuo nome.
Volevo segnalare che alcuni miei testi sono stati gentilmente editati da Gian Ruggero Manzoni nel suo blog.
Riporto qui sotto il link (che comunque trovate nella finestra a sinistra).
http://www.gianruggeromanzoni.splinder.com/
Approfitto per ringraziarlo pubblicamente dell'onore concessomi e per porgere un caro saluto ai "Fratelli" (siete sempre una luce che mi guida) che hanno letto e leggeranno.
Vi abbraccio tutti.
Marco
Berlino
28.giu.2006
“Il Grande Orso
di pietra si fa piccolo
e diventa l’Ape che il suo morso
tra le labbra stringo
e mi sfugge via”
Questo è il sogno, mai compreso
che accompagna le mie veglie
da una vita, di bambino...